La nostra storia

L'Aquila è la città che ha dato i natali al nostro Istituto per volontà di Dio e la fede di Madre Maria Giuseppa Micarelli:

"Aquila fu la mia culla natale, la culla degli avi miei, la mia culla di religione. Se piacque al poverello di Assisi ricoverarmi in questo suo villaggio lo fu, forse pel meglio del povero Istituto, altrimenti non l'avrebbe permesso, né io avrei dato passo" (Lett. 77).

Qui si è formato il primo nucleo di sorelle intorno a Madre Maria Giuseppa. Caratteristica di questa casa è stata ed è l'accoglienza: all'origine gli orfani, le bambine da istruire, successivamente l'istituzione della scuola (nei vari gradi) fino ad arrivare alle giovani universitarie.

Sempre aperta a sollevare "le umane miserie" fin dalle origini. Negli ultimi anni, a causa delle mutate condizioni sociali e legislative aveva sostituito l'assistenza alle minori con la mensa dei poveri.

La fraternità di L'Aquila è testimone della bontà con cui Dio conduce la storia. Storie di emarginazione e povertà ordinarie sono diventate esempi di "vite fiorite" grazie all'amore di Dio e alla risposta di persone generose.

Non sono mai mancate le sorprese e i cambiamenti di programma... come il terremoto del 6 aprile 2009, in seguito al quale l'intero complesso di Palazzo Picalfieri (abitazione della fraternità, sede della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria, del collegio universitario) è divenuto inagibile. Le suore, quindi, per diversi mesi, hanno condiviso le sorti degli aquilani vivendo nella tendopoli di Collemaggio, continuando a fare scuola in tenda.

Attualmente viviamo a Cavalletto d'Ocre (a 10 Km dalla città) e continuiamo la nostra missione educativo-scolastica nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado a Coppito nei pressi dell'Ospedale "San Salvatore" in una struttura messa a disposizione dalla Protezione Civile.

La città dell'Aquila ha ancora cicatrici profonde e non manca il disagio nella vita sociale, nelle famiglie, nei bambini. Ma in questa situazione facciamo esperienza del "deserto che fiorisce", riconoscendo la Provvidenza di Dio, la generosità della gente, la forza e il desiderio degli aquilani di "rinascere".